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Eugenio Galiano L'iris blu, 1954
Eugenio Galiano, L'iris blu, 1954

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Comunità Nuova
del 22/12/98
articolo di: Tommaso Migliaccio

Tra le tenebre un filo di speranza:
l'opera di Ezio Galiano a favore dei ciechi.


Molti catanzaresi conoscono Ezio Galiano.

44 anni nella scuola (di cui 22 come Preside) e un certo impegno politico non possono non aver lasciato il segno.

Eppure, dismessi i panni di "uomo pubblico", oggi il professore è (diremmo finalmente) alla ribalta delle cronache locali e nazionali per la sua attività a favore dei non vedenti, svolta, per lungo tempo, nel silenzio e con discrezione.

Per completezza di esposizione occorre, però, fare un passo indietro e tracciare la figura dell'uomo.

Nato 74 anni fa a Catanzaro, conseguita la maturità scientifica, perde, a 18 anni, la vista.

Sfumato il sogno di diventare medico, vuole tuttavia proseguire gli studi, non abbandonandosi all'altrui compassione.

Così, convertita la maturità scientifica in classica (presso il Galluppi, di cui, oltre 40 anni dopo diverrà Preside) si iscrive in Filosofia a Messina.

Laureatosi col massimo dei voti, inizia la carriera di docente, nel corso della quale sarà il primo preside cieco di ruolo in un liceo per vedenti.

Alla fine degli anni 80, come preside, raccoglie in "Vecchio Galluppi" le testimonianze di ex alunni del liceo.

Il 1993 è l'anno del pensionamento.

Da allora Galiano ha ripreso con rinnovato fervore l'impegno a favore dell categoria degli affetti da handicap visivo.

In particolare lo ha fatto con l'ausilio dei mezzi di informazione, sperimentati già ai tempi della scuola.

Grazie a questi è riuscito, infatti, in un'opera che ha dello straordinario e cha gli ha meritato l'attenzione dei mass-media.

Attraverso lo scanner (un apparecchio simile ad una fotocopiatrice) ha immagazzinato il contenuto di migliaia di tomi nella memoria di un computer.

Questo è in grado, a sua volta, per mezzo di un sintetizzatore vocale, di rileggere i caratteri alfanumerici, trasformandoli in fonemi umani.

Riversando su Internet parte di quanto memorizzato, ha creato una delle maggiori biblioteche telematiche private. Con una caratteristica: la fruibilità da parte dei Non Vedenti.

Sono così risolti gli enormi problemi (di voluminosità, di cancellazione, di tempi) posti dalla scrittura Braille, che pur tanti benefici ha apportato nel passato. On line sono disponibili anche una emeroteca, diuturnamete aggiornata dall'inossidabile Galiano, accessibile con le stesse modalità della biblioteca, ed una guida all'ascolto dei films.

Tra i primi ad apprezzare l'iniziativa "La Repubblica" e il giornalista Gianni Riotta del "Corriere della Sera", dandole spazio nei rispettivi siti Internet.

Di contro, nel nostro capoluogo, la cosa è passata, per un lungo periodo, sotto silenzio.

Tuttavia (meglio tardi che mai) le istituzioni danno atto oggi a Galiano dell'importanza del suo operato, fornendogli concretamente sostegno. Sul finire dello scorso anno il sindaco Abramo gli ha espresso la gratitudine dell'intero consiglio comunale, inviando un modesto contributo anche alla Fondazione Galiano (ente costituito nel '97).

In seguito il Presidente della Giunta Regionale, Nisticò, ha preso l'impegno di estendere su scala mondiale l'esperimento.

Anche l'associazionismo ha fatto la sua parte: il Rotary club ha organizzato in Gennaio una manifestazione di sostegno, intitolata "Regala un libro ad un cieco".

Di tutto ciò la stampa locale ha fornito ampi resoconti. Il momento di gloria è stato però la sua apparizione a TV7 (settimanale di approfondimento del TG1), in un documentario intervista curato dal regista Mario Foglietti.

Preside, le saremo mai abbastanza grati per quanto, alla veneranda età di 74 anni, sta svolgendo per alleviare le sofferenze di una delle fasce più deboli della nostra società?